Il Problema del Male

Il problema del male ha sempre assillato la mente dei filosofi e la coscienza dei credenti. I filosofi si sono chiesti: che cosa è il male? E poi anche: da che cosa deriva il male? I credenti, (e parlo particolarmente dei cristiani), si chiedono: perché Dio, che non può essere che Buono e Giusto, permette il male?
Alla domanda dei filosofi è facile rispondere: il male è tutto ciò che causa all’uomo (singolo o raggruppato) un dolore fisico o psichico per un danno materiale o morale. Alla domanda seconda, le risposte sono varie. Alcuni hanno ipotizzato l’esistenza di un dio del male, in lotta contro il dio del bene, mentre altri sono addirittura giunti a parlare di “invidia degli dei contro l’eccessiva felicità degli uomini; onde l’invio dei mali sulla terra. Ovviamente i cristiani non possono accettare l’esistenza di un dio del male, e tanto meno pensare a “invidia di Dio”, ben sapendo che Dio è Padre amoroso il quale, come ci ha assicurato Cristo, non vuole che il nostro bene. Eppure il male esiste. Quello che scandalizza (o può scandalizzare) il credente non è certamente il male che procura l’uomo stesso ai propri simili, danneggiandoli in tante maniere e spesso con raffinata malvagità. Questo male è dovuto all’uso maligno delle due facoltà più preziose che Dio abbia dato all’uomo, quelle per cui egli è “simile a Dio”, l’intelligenza e la volontà libera, cioè il cosiddetto libero arbitrio...
Il ben noto sacerdote don Carlo Gnocchi, che era stato cappellano degli Alpini in Russia, e aveva poi dedicato tutta la sua vita ai mutilatini abbandonati, in una specie di testamento spirituale (“Pedagogia del dolore innocente”), pubblicato poco dopo la sua morte (28 febbraio 1956) fa un’affermazione che mi sento di condividere, perché affronta veramente il problema e cerca di darne una soluzione. Egli infatti dice: “Nella misteriosa economia del Cristianesimo il dolore degli innocenti è permesso perché siano manifeste le opere di Dio e quelle degli uomini: l’amoroso e inesausto travaglio della scienza; le opere multiformi dell’umana solidarietà; i prodigi della carità soprannaturale.”
L’intuizione di questo sacerdote generoso e veramente evangelico mi sembra che ci possa dare lo spunto per cercare di chiarire il progetto di Dio nel permettere il dolore anche degli innocenti, per colpa degli uomini o anche per mera colpa della natura.
Partendo da questa intuizione, cercherò nelle pagine seguenti di dare una spiegazione umanamente plausibile del male che è nel mondo, senza però pretendere di attingere la verità “vera”, in quanto il disegno di Dio resta per noi sempre imperscrutabile, perché arcano e misterioso.

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