Paralipomeni

Nella presentazione de «La Verità... in pillole» avevo previsto, data la mia età, una eventuale stroncatura post mortem, e ne avevo profetizzato la sintesi. Ma ora penso che non la potrò ottenere neppure postuma, perché sarebbe per me troppo onore essere ricordato per qualcosa in morte, essendo stato in vita un nessuno, come scrittore.
A dire la verità una stroncatura, anche se privata, io me la sono già meritata, e ne voglio riferire, perché è stata l'unica volta che un membro dell'intellettualità mi ha preso in qualche considerazione e si è degnato di rispondere a una mia lettera.
All'inizio del 2005 ascoltai in TV Vittorio Messori che discuteva col filosofo Severino di alcuni problemi religiosi, sui quali anch'io avevo portato la mia riflessione, di semplice credente, non certamente di filosofo o pensatore cattolico, esponendo il mio pensiero in tre opuscoli inediti. Chiesi al Sig. Messori il permesso di mandarglieli, per averne un giudizio e qualche consiglio.
Benevolmente accolse la mia richiesta, e io gli inviai gli opuscoli dattiloscritti sul problema del male, sulla mondanizzazione della Chiesa e sulla parola di Dio nell'Antico Testamento.
Dopo circa un mese mi giunse la sua bella stroncatura: «Per trinciare i giudizi che lei dà, occorrerebbe conoscere di più e di meglio. Crede davvero che la Chiesa non abbia tenute presenti le osservazione che lei un po' ingenuamente fa? Ciascuno può scrivere la propria opinione ma con la consapevolezza dei propri limiti.» Pregai il Sig. Messori di indicarmi almeno qualche mia ingenuità o errore, al fine di correggerli, ma non ottenni nessuna risposta; evidentemente egli non voleva perdere tempo con un tontolone come me. Come dargli torto? Ma ora, nel pubblicare questi «Paralipomeni», mi chiedo: "Che direbbe il Sig. Messori se leggesse questa ennesima mia ingenuità?" Tremo al solo pensiero.

Copertina Paralipomeni