La nuova Atlantide - prima parte

La lettura di questa cronaca del futuro non è certamente una profezia; sembra piuttosto un auspicio, o un sogno, o la semplice previsione di un animo religiosamente commosso e motivato.
Io, che ne sono il curatore, rimango molto perplesso sul significato di questo romanzo futuribile. Se esso ha un senso, non può essere che allegorico, e lascio al lettore l'interpretazione di questa allegoria, che a me sembra abbastanza chiara per il passato, ma bisognosa di una conclusione nel futuro, che l'anonimo forse ci farà conoscere. Noi ce lo aspettiamo, e non senza un certo timore di apocalisse.

Se tra gli eventuali lettori c'è qualcuno molto erudito, ricorderà che un'opera omonima è stata scritta da Francis Bacon (1565-1626) nel 1621 in inglese, e pubblicata postuma nel 1627 in latino. La sua "New Atlantis" è un'opera utopica che descrive l'organizzazione e l'attività di un popolo cristiano che, per sottrarsi alle cattive influenze del mondo, si era appartato in un'isola remota. Questa è l'unica analogia che l'opera di Francis Bacon ha con questa dell'Anonimo, la quale è di tutt'altro significato.

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