Le Meditazioni di Dante nel Purgatorio

La meditazione è certamente, con la preghiera e i sacramenti, un efficace mezzo di ascesi cristiana, ma oggi è abbandonata per lo yoga, perché questo è di moda.
Dante immagina che nel Purgatorio gli spiriti si purifichino, oltre che con una pena fisica, anche con una continua riflessione sul vizio di cui si sono macchiati e sulla virtù contraria che avrebbero dovuto esercitare per imitare Cristo.
A loro sono proposti, per rendere la meditazione più efficace, esempi di virtù esaltata e di vizio punito; esempi presi dalla Bibbia e dalla storia, ma anche dalle leggende e dalle favole mitologiche: per Dante erano anch'esse degne di riflessione offerndoci episodi coloriti e patetici.
L'analisi di tutte queste azioni virtuose o viziose è molto istruttiva anche per noi, perché può inculcarci ammirazione e imitazione per le virtù, e riprovazione per i vizi, i quali non possono portare che a male e rovina, mentre il bene può derivare solo dalla virtù.
L'opuscolo è corredato con un'appendice con tre capitoletti. Il primo tratta dalla presunta pornografia di Dante, per i 232 sonetti che compongono "Il fiore", e ivi si accenna anche alla sua presunta pedofilia, in base all'aspro rimprovero di Beatrice (Purg. c.XXX vv.58-60) e alle varie "pargolette" nominate nelle Rime. Non è presunto ma reale un certo sadismo che compare nelle "Rime per la donna Pietra". Il secondo capitoletto prende in esame le similitudini della Commedia, che sono centinaia, e anche le perifrasi, che sono molte decine, e spesso molto curiose.
Il terzo capitoletto tratta della metrica dantesa, cioè della terzina di endecasillabi con le sue rime e i suoi ritmi. Gli endecasillabi sono versi ora solenni e sublimi, ora volgari e plebei, perché l'endecasillabo è un metro tutto fare, che si presta a tutti gli usi.
Per dimostrare ciò l'autore ha aggiunto una sua filastrocca in endecasillabi, che spera faccia solo sorridere, perché è solo uno scherzo.

Copertina Le meditazioni di Dante nel Purgatorio