Bruno Camaioni - Opere


In questa raccolta l'autore presenta poesie, romanzi, studi su Manzoni e su Dante, opuscoli di argomento storico, morale e religioso e saggi di attualità.

I saggi letterari sono ricchi di riferimenti alla vita quotidiana evidenziandone il valore educativo. I saggi critici parlano di argomenti che stanno particolarmente a cuore all'autore: le perplessitą del cittadino sulle ingiustizie e sulle ipocrisie delle leggi e della politica, il problema del male, la corrispondenza dell'Antico Testamento con la Parola di Dio, la mondanizzazione della Chiesa Cattolica.

Perplessità e considerazioni di un uomo... semplice.

Degno di nota il lavoro sul patriota Luigi Mercantini, che raccoglie lettere e riferimenti di interesse storico.

L'intera opera può essere definita anagogica poiché è orientata all'elevazione dell'animo umano verso il bene e, più in generale, all'avvicinamento a Dio.


Notizie sull'autore

Bruno Camaioni è nato a Grottammare (AP) nel 1917, si è laureato in Lettere all'Università di Roma nel 1940, ha insegnato in varie città italiane, ed era preside di un liceo classico quando è andato in pensione. Ha scritto diverse opere (poesie, romanzi, studi sul Manzoni, opuscoli su argomenti religiosi ecc.) che non ha mai pubblicato, facendole circolare solo tra parenti, amici e conoscenti.
Uno di costoro, ritenendo che esse siano interessanti e anche formative per i valori a cui si ispirano, ha preso l'iniziativa di metterle man mano in rete, affinché chiunque le possa leggere liberamente e senza spese.

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Note sul diritto d'autore

Delle opere pubblicate di Bruno Camaioni ne è consentita la copia e la distribuzione gratuita, su qualsiasi supporto citandone l'autore e la presente dicitura.
Non è consentito modificare le opere.
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Indice

Saggi

Idee non Politicamente Corrette I parte . .Idee non Politicamente Corrette II parte . . Il Problema del Male . . I Doveri del Cristiano . . L'Antico Testamento. Tutta Parola di Dio? . . La Chiesa di Cristo e la Mondanizzazione . . Historia Magistra . . La Verità... in pillole. . Paralipomeni

Romanzi

Eremita a Orgosolo . . L'Aiuola Contesa . . Colle Vaticano A.D. 2050 . . La nuova Atlantide . . La nuova Atlantide II

Studi sulla letteratura italiana

Riassunto de 'I Promessi Sposi' . . I Personaggi de 'I Promessi Sposi' . . Il Messaggio di Dante . . Le Meditazioni di Dante nel Purgatorio . . Il Rapporto Educativo nella Divina Commedia

Biografie

Una Vita Interessante - Luigi Mercantini

Poesie

Poesie Varie

 

Anagogica

Copertina La nuova Atlantide

La nuova Atlantide II

L'Anonimo piceno (veggente o saggio che sia), con questa rivisitazione dell'Atlantide dopo un decennio, ci prospetta il seguito e la conclusione che la precedente opera ci ha fatto intuire. Quando la guida spirituale si corrompe e dà cattivo esempio, è inevitabile che il gregge sia adescato dal Maligno ("il serpente, la più astuta di tutte le bestie" Gen 3,1) e cada nella prevaricazione, con l'abuso dell'intelligenza e della libertà che il Creatore ci ha dato affinchè lo riconoscessimo, lo obbedissimo e soprattutto lo amassimo. A questo punto, Dio darà ai prevaricatori qualche altra possibilità? O la sua pazienza è esaurita, ed è inevitabile il Giudizio e la sentenza finale di condanna? Noi la scongiuriamo, ma Lui farà quello che è giusto.

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Copertina La nuova Atlantide

La nuova Atlantide

La lettura di questa cronaca del futuro non è certamente una profezia; sembra piuttosto un auspicio, o un sogno, o la semplice previsione di un animo religiosamente commosso e motivato.
Io, che ne sono il curatore, rimango molto perplesso sul significato di questo romanzo futuribile. Se esso ha un senso, non può essere che allegorico, e lascio al lettore l'interpretazione di questa allegoria, che a me sembra abbastanza chiara per il passato, ma bisognosa di una conclusione nel futuro, che l'anonimo forse ci farà conoscere. Noi ce lo aspettiamo, e non senza un certo timore di apocalisse.

Se tra gli eventuali lettori c'è qualcuno molto erudito, ricorderà che un'opera omonima è stata scritta da Francis Bacon (1565-1626) nel 1621 in inglese, e pubblicata postuma nel 1627 in latino. La sua "New Atlantis" è un'opera utopica che descrive l'organizzazione e l'attività di un popolo cristiano che, per sottrarsi alle cattive influenze del mondo, si era appartato in un'isola remota. Questa è l'unica analogia che l'opera di Francis Bacon ha con questa dell'Anonimo, la quale è di tutt'altro significato.

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Copertina Paralipomeni

Paralipomeni

Nella presentazione de «La Verità... in pillole» avevo previsto, data la mia età, una eventuale stroncatura post mortem, e ne avevo profetizzato la sintesi. Ma ora penso che non la potrò ottenere neppure postuma, perché sarebbe per me troppo onore essere ricordato per qualcosa in morte, essendo stato in vita un nessuno, come scrittore.
A dire la verità una stroncatura, anche se privata, io me la sono già meritata, e ne voglio riferire, perché è stata l'unica volta che un membro dell'intellettualità mi ha preso in qualche considerazione e si è degnato di rispondere a una mia lettera.
All'inizio del 2005 ascoltai in TV Vittorio Messori che discuteva col filosofo Severino di alcuni problemi religiosi, sui quali anch'io avevo portato la mia riflessione, di semplice credente, non certamente di filosofo o pensatore cattolico, esponendo il mio pensiero in tre opuscoli inediti. Chiesi al Sig. Messori il permesso di mandarglieli, per averne un giudizio e qualche consiglio.
Benevolmente accolse la mia richiesta, e io gli inviai gli opuscoli dattiloscritti sul problema del male, sulla mondanizzazione della Chiesa e sulla parola di Dio nell'Antico Testamento.
Dopo circa un mese mi giunse la sua bella stroncatura: «Per trinciare i giudizi che lei dà, occorrerebbe conoscere di più e di meglio. Crede davvero che la Chiesa non abbia tenute presenti le osservazione che lei un po' ingenuamente fa? Ciascuno può scrivere la propria opinione ma con la consapevolezza dei propri limiti.» Pregai il Sig. Messori di indicarmi almeno qualche mia ingenuità o errore, al fine di correggerli, ma non ottenni nessuna risposta; evidentemente egli non voleva perdere tempo con un tontolone come me. Come dargli torto? Ma ora, nel pubblicare questi «Paralipomeni», mi chiedo: "Che direbbe il Sig. Messori se leggesse questa ennesima mia ingenuità?" Tremo al solo pensiero.

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Copertina La Veritą... in pillole

La Veritą... in pillole

Nessuno dell'intellettualità religiosa (o anche letteraria o latamente politica) si è mai imbattuto, in Internet, neppure per caso nelle mie operette, che con la presente sono ben 18.
E' quello che prevedevo e anche mi auguravo, perché così non sarò immischiato in alcuna polemica, alla mia età, quando si sospira solo un po' di riposo in attesa della chiamata divina.
"E allora perché hai messo sul web questi tuoi scritti?" mi dirà qualcuno. Rispondo: Perché ho sentito l'ispirazione a farlo, per onestà intellettuale.
Può darsi però che qualcuno dell'Olimpo culturale ci abbia inciampato e, non riconoscendo la minima importanza a questa robetta, si è guardato bene dal parlarne nelle gazzette e riviste per le quali esso scrive. Mi avrebbe dato una qualche visibilità, anche se in negativo.
Ma potrebbe darsi che in futuro, quando io non ci sarò più, qualche teologo, biblista, apologista, vaticanista, controversista o maestro di pensiero, visto che io sarò ormai morto non solo al mondo ma anche all'anagrafe, non avendo altro argomento per il suo articolo, voglia parlare delle mie operette, per condannarle in blocco, senza entrare minimamente nel merito dei problemi da me trattati.
Lo ringrazio anticipatamente della recensione, e per gratitudine voglio facilitargli il compito di formulare il giudizio conclusivo, in modo che non abbia a lambiccarsi il cervello per trovare le parole adatte.
Ecco il giudizio che io leggo nel suo pensiero: "Sono farneticazioni provocatorie di un perfetto ignorante molto presuntuoso il quale, non avendo capito niente del Cristianesimo, ha voluto infangare ls Chiesa con le sue castronerie."
E' una bella epigrafe sulla mia tomba, assolutamente ben meritata da uno che ha voluto propinare delle verità ai nostri fratelli.

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Copertina Colle Vaticano AD 2050

Colle Vaticano A.D. 2050

Confesso che nel presentare all'eventuale lettore questa opera strana, mi sento un po' stranito anch'io, perché non so proprio come definirla, e mi sembra un vero enigma. Sfortunatamente io in enigmistica non sono per nulla bravo; è probabile che non avrei saputo risolvere neppure l'enigma piuttosto facile che la Sfinge pose a Edipo (qual è l'animale che cammina al mattino con quattro zampe, a mezzogiorno con due e alla sera con tre?). Per fortuna dei Tebani, Edipo aveva più acume di me, e così essi furono salvati dalle fauci del mostro. Per completezza annoto che quel tale animale alla sera avrebbe potuto camminare di nuovo con quattro zampe, due naturali e due artificiali, come succede da qualche anno anche a me.
Confido tuttavia che l'eventuale lettore sappia decifrare l'enigma e questo gli darà qualche soddisfazione, e forse anche una certa gratificazione per la fatica durata nella lettura.
Temo però che per qualche altro lettore, meno indulgente, quanto racconta l'Anonimo "fia sapor di forte agrume", come dice Dante (Par. XVII, 117), e non potendosi scagliare contro l'Anonimo, che si è ben cautelato, se la prenda con me, che non c'entro nulla. Fare il curatore di quest'opera è stato un gravoso onere, da tutti i punti di vista. Se mi sono sobbarcato questo compito, è stato perché ho sentito il dovere di far conoscere uno scritto a me affidato, anche se sarà giudicato un aborto. Io sono contrario all'aborto, e non potevo condannare a non venire alla luce una creatura già bella e formata. La leggerà chi vorrà e senza alcuna spesa, e poi la giudicherà a suo piacimento.
Prevedo che quest'opera di un ignoto resterà anch'essa ignorata. E' quello che mi auspico, perché mi libera da ogni responsabilità. Se poi qualcuno vorrà considerare questo scritto un romanzo, va da sé che esso non ha alcun rapporto con la realtà, e nomi e fatti sono pura invenzione.

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Prefazione in audio mp3 (13,3Mb) Scrivete se desiderate l'audiolibro completo, eventualmente anche di altre opere. L'editor valuterà le richieste per realizzare le trascrizioni in audiolibro gratuito.

Copertina Idee  non politicamente corrette

Idee non politicamente corrette - prima parte

Le idee politicamente scorrette sono come le monete false o fuori corso, che chi 'sa il viver del mondo' si guarda bene dall'accettare negli scambi quotidiani.
Le idee politicamente corrette sono invece monete correnti, che tutti ogni giorno spendono accortamente o, talora, spandono a vanvera.
Esse sono le frasi fatte, le asserzioni assolutizzate, le verità conclamate, gli assiomi scultorei e pubblicizzati, venduti al mercato mediatico dai maestri di pensiero, e ripetuti da quasi tutta la stampa, la radio e la televisione.
Chi non li accetta o li contesta rischia grosso, e se non altro si quadagna il bell'epiteto di retrivo o ignorante o idiota o addirittura giù di testa.
Io non temo di ricevere questi allettanti giudizi, poiché ormai ci sono abituato, e sono perciò preparato ad essi ed anche al peggio.
So bene che chi canta fuori dal coro viene subito emarginato, e spesso anche sbeffeggiato e insultato.
Questa prima parte del mio opuscolo prende in esame alcuni argomenti importanti, sui quali invito a riflettere senza pregiudizi, per vedere non solo il recto, ma anche il verso della medaglia, per ponderarne insomma il pro e il contro, senza seguire supinamente la vulgata.
Se avrò qualche ascolto con questa prima parte dell'opuscolo, pubblicherò anche la seconda, nella quale prendo in esame la legge Basaglia, la scuola, la Magistratura, la politica, l'educazione, la corruzione della lingua italiana, e anche altri argomenti non meno importanti, come il carrierismo, le contraddizioni della nostra cosiddetta civiltà, e infine pure la 'monnezza' nelle strade e nei media.
Se qualche lettore vuole colloquiare con me sui temi trattati, seriamente e non per pura polemica, può contattarmi per posta elettronica.
Se qualcuno volesse scrivermi solo per condannarmi, senza entrare nel merito dei vari argomenti, si può risparmiare la fatica, in quanto il giudizio del mondo non mi interessa, e ormai penso soltanto al giudizio celeste, il solo verace e definitivo.

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Copertina Idee non politicamente corrette II parte

Idee non politicamente corrette - seconda parte

Questa seconda parte delle "Idee non politicamente corrette" prende in esame dieci argomenti sui quali talora si conversa familiarmente tra amici. In queste conversazioni private siamo portati a essere sinceri, a dire le cose come le sentiamo noi, e non come ci vengono ammannite dai media e dai maestri di pensiero che formano la vulgata culturale. Sono considerazioni spesso ingenue, giudizi che sembrano azzardati, proposte ritenute inaccettabili, insomma idee scorrette e improponibili, ma che forse possono indurre a riflettere perché hanno un fondamento di verità e forse un grano di saggezza. Chi vorrà leggere questo opuscolo troverà alla fine un apologo come contentino per il tempo perduto nella lettura. Comunque, la lettura può servire anche come repertorio delle idee da rimuovere se per caso affiorassero dalla coscienza.

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Copertina Il Problema del Male

Il Problema del Male

Il problema del male ha sempre assillato la mente dei filosofi e la coscienza dei credenti. I filosofi si sono chiesti: che cosa è il male? E poi anche: da che cosa deriva il male? I credenti, (e parlo particolarmente dei cristiani), si chiedono: perché Dio, che non può essere che Buono e Giusto, permette il male?
Alla domanda dei filosofi è facile rispondere: il male è tutto ciò che causa all’uomo (singolo o raggruppato) un dolore fisico o psichico per un danno materiale o morale. Alla domanda seconda, le risposte sono varie. Alcuni hanno ipotizzato l’esistenza di un dio del male, in lotta contro il dio del bene, mentre altri sono addirittura giunti a parlare di “invidia degli dei contro l’eccessiva felicità degli uomini; onde l’invio dei mali sulla terra. Ovviamente i cristiani non possono accettare l’esistenza di un dio del male, e tanto meno pensare a “invidia di Dio”, ben sapendo che Dio è Padre amoroso il quale, come ci ha assicurato Cristo, non vuole che il nostro bene. Eppure il male esiste. Quello che scandalizza (o può scandalizzare) il credente non è certamente il male che procura l’uomo stesso ai propri simili, danneggiandoli in tante maniere e spesso con raffinata malvagità. Questo male è dovuto all’uso maligno delle due facoltà più preziose che Dio abbia dato all’uomo, quelle per cui egli è “simile a Dio”, l’intelligenza e la volontà libera, cioè il cosiddetto libero arbitrio...
Il ben noto sacerdote don Carlo Gnocchi, che era stato cappellano degli Alpini in Russia, e aveva poi dedicato tutta la sua vita ai mutilatini abbandonati, in una specie di testamento spirituale (“Pedagogia del dolore innocente”), pubblicato poco dopo la sua morte (28 febbraio 1956) fa un’affermazione che mi sento di condividere, perché affronta veramente il problema e cerca di darne una soluzione. Egli infatti dice: “Nella misteriosa economia del Cristianesimo il dolore degli innocenti è permesso perché siano manifeste le opere di Dio e quelle degli uomini: l’amoroso e inesausto travaglio della scienza; le opere multiformi dell’umana solidarietà; i prodigi della carità soprannaturale.”
L’intuizione di questo sacerdote generoso e veramente evangelico mi sembra che ci possa dare lo spunto per cercare di chiarire il progetto di Dio nel permettere il dolore anche degli innocenti, per colpa degli uomini o anche per mera colpa della natura.
Partendo da questa intuizione, cercherò nelle pagine seguenti di dare una spiegazione umanamente plausibile del male che è nel mondo, senza però pretendere di attingere la verità “vera”, in quanto il disegno di Dio resta per noi sempre imperscrutabile, perché arcano e misterioso.

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Copertina Eremita a Orgosolo

Eremita a Orgosolo

Il racconto, scritto nel 1968, rispecchia la crisi politica, morale e culturale, della società italiana di quegli anni, vista e vissuta dall'autore intensamente, ma anche ingenuamente:
'Infatti io da queste pagine appaio (e realmente sono) un ingenuo (naif - direbbero i francesi), cioè un credente fiducioso, semplice, ben lontano dalla "saputezza" e dalla supponenza dei romanzieri oggi alla moda, per cui ogni critico mi giudicherebbe davvero infantile e indegno anche di menzione.
Ben consapevole di ciò, io non ho pubblicato l'opera, facendola conoscere solo a parenti e amici che, conoscendomi bene, non si sarebbero scandalizzati di questa ingenuità, corretta, almeno spero, dall'autoironia.
Se anche lei passerà sopra a questo difetto, e anche a una certa prolissità, di cui non sono riuscito a correggermi, io la ringrazio sentitamente della sua benevola attenzione, augurandomi che alla fine lei voglia anche accogliere con simpatia il chiaro messaggio cristiano che io indegnamente ho inteso lanciare.'

La storia
Un professore di lettere, nel pieno della sua carriera, non trova efficacia e incisività nel contributo che vorrebbe dare alla sua famiglia. Non è in sintonia con i suoi figli, presi dalla 'modernità' e con sua moglie che lo ritiene un misantropo. Decide di partire, eremita, lasciando tutto alla famiglia e portando con se 500.000 lire ed il suo cuore... da dedicare al prossimo.

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Copertina L'Aiuola Contesa

L'Aiuola Contesa

Come è possibile dare un contributo per far nascere l'amore fra le genti? E' possibile, con la sola forza di volontà e con la propria fede, far scoccare la scintilla che salda i cuori?

Ambientato in Val Venosta, il romanzo è stato scritto nel 1969, e risente quindi della situazione politico-sociale di quegli anni, con la difficile convivenza tra Italiani e Sud Tirolesi nella provincia di Bolzano, che l’autore soffre intensamente e vorrebbe superata nella comprensione reciproca.

La storia
Un ingegnere è impegnato nella gestione di un cantiere, in Val Venosta, per la realizzazione di un impianto di canalizzazione delle acque. Le maestranze provenienti dalle diverse regioni d'Italia, si trovano in un paese che appartiene ad una consolidata comunità Sud Tirolese. L'approccio è fra due genti straniere e diffidenti che si ignorano o peggio si disistimano. Il lavoro perseverante e caparbio del protagonista, riesce a far breccia sul muro invisibile che divide questi uomini. Il lavoro richiede un grande sacrificio, tante scelte difficili, le scelte che per l'autore una vita dedicata al bene comporta.

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Copertina I Doveri del Cristiano

I Doveri del Cristiano

L'autore aveva scritto questo breve opuscolo quasi come il suo testamento spirituale per i figli e gli altri familiari, però gli ammonimenti che lui dà possono essere utili anche ad altre persone, che vogliano dare un senso alla loro esistenza.

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Copertina Antico Testamento tutta parola di Dio?

L'Antico Testamento. Tutta Parola di Dio?

L'Antico Testamento è un libro meraviglioso, di cui il popolo ebraico può andare orgoglioso, perché in esso trova la sua storia e la sua elezione. Il Nuovo Testamento è cristiano, e in esso la dottrina di Cristo è esposta e anche raccontata nelle prime vicende della Chiesa. L'Antico Testamento, cioè l'antica alleanza, collima solo in parte con la dottrina di Cristo, e perciò i quarantasei libri di esso possono essere considerati "parola di Dio" solo nelle asserzioni che non contrastino con il Vangelo, che rappresenta la nuova ed eterna alleanza.

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Copertina La Chiesa di Cristo e la mondanizzazione

La Chiesa di Cristo e la Mondanizzazione

Il cardinale belga Dannels in una intervista della fine del 2003 ha deplorato la mondanizzazione della Chiesa negli ultimi tempi. Prendendo lo spunto da quanto detto dall'illustre cardinale, l'autore modestamente cerca di individuare quelle che sono le attuali "piaghe" della Chiesa, viste dai fedeli cattolici, che vorrebbero far ritornare la Santa Madre Chiesa alla purezza evangelica.

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Coperina Historia Magistra

Historia Magistra

La storia è certamente maestra di vita, ma il suo insegnamento raramente è recepito dagli uomini, che spesso ricadono negli stessi errori di loro antenati.
Gli uomini, orgogliosi della loro intelligenza e della loro libertà d'azione, credono talora di essere capaci di gestire la loro vita senza obbedire ad alcuna legge superiore. E' la "prevaricazione", la presunzione di essere liberi da ogni vincolo esteriore, e di poter quindi fare tutto ciò che piace. I prevaricatori, cioè i violentatori della storia,sono stati dalla stessa storia smentiti e sconfitti. La Chiesa indica come prima prevaricazione il cosiddetto "peccato originale", del quale l'autore ipotizza una interpretazione meno misteriosa, più umana e comprensibile. Nella religione troppo spesso si parla di "misteri" anche per problemi che la religione può spiegare, e l'uomo comune capire e accettare.
La religione predicata da Cristo nel processo storico è stata per così dire obliterata dalla tradizione ecclesiastica, con troppi apparati terreni. L'autore denuncia anche il rischio di un'infiltrazione dottrinale (tante teologie), di una nuova idolatria e di un pauroso esaurimento dell'apostolato missionario, sostituito da una vacua presenzialità mediatica. Misero palliativo!
L'autore spera che si possa finalmente -iniziare nella Chiesa a tutti i livelli un esame di coscienza senza riserve... [che] dovrebbe avere conseguenze assai concrete e recare con sé una "ablatio" che lasci di nuovo trasparire il volto autentico della Chiesa-. Questo auspicava da cardinale Joseph Ratzinger, e questo egli dovrebbe realizzare ora che è lui a guidare la Chiesa Cattolica.

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Copertina Riassunto dei Promessi Sposi

Riassunto de 'I Promessi Sposi'

Questo libro è nato nella scuola e mira a essere utile soprattutto agli studenti; ciò non esclude che esso possa riuscire vantaggioso a tutti coloro che vogliano approfondire la loro conoscenza del romanzo, il quale è ormai universalmente riconosciuto, oltre che opera sublime di poesia, anche autorevole testo di lingua e libro di riflessione morale e religiosa, e quindi mezzo di arricchimento spirituale e di formazione interiore; la mia opera mira a facilitare a studenti e a non studenti la lettura e il godimento del capolavoro manzoniano, di comprensione non facile per chi non abbia un po’ di cultura.
Una lettura attenta del romanzo vale ad aprire le menti, specie dei giovanetti, ai seri problemi dell’esistenza, e a infondere nel loro animo il concetto che la vita è per tutti un impegno che va preso con fiducia , ma anche con alto senso di responsabilità.
Il Manzoni in quest’opera ci ha dato la risposta cristiana al problema della vita e del dolore umano, il quale viene interpretato religiosamente come mezzo di purificazione e di intima elevazione. E questa concezione cristiana della vita l’Autore non ce la inculca per mezzo di esortazioni oratorie, ma con la forza misteriosa che si sprigiona dall’intreccio, dai personaggi e dagli episodi, pervasi da un potente afflato poetico e religioso.
Siccome il libro vuol riuscire utile innanzi tutto agli studenti, di ogni capitolo si è fatto un sunto breve ma sufficiente per avere un’idea adeguata di tutta la trama; al sunto è intercalato, dove occorre, un sobrio commento critico, di carattere estetico, storico e morale, allo scopo di mettere in risalto le peculiari bellezze del romanzo, e anche (perché no?) notare qualche punto meno felice, poiché non si pretenderà davvero che in tutta l’opera il Manzoni tocchi invariabilmente le vette della poesia o anche solamente dell’arte. Fu detto che anche l’ottimo Omero qualche volta sonnecchia; lo stesso può dirsi del Nostro, e questa ammissione non toglie nulla alla sua grandezza, da tutti oggi riconosciuta.
Naturalmente questi riassunti non mirano affatto a sostituire la lettura del capolavoro, indulgendo alla pigrizia mentale di qualche studente, ma solo a guidare lo studio del romanzo, allo scopo di renderlo, sì, più facile, ma anche più profondo e perciò più proficuo.
A me basta la soddisfazione di aver fatto opera utile e, forse, anche di aver detto qualcosa di nuovo nel vasto e rigoglioso campo dell’esegesi manzoniana. Ma questo vedrà chi vorrà dedicare alla mia fatica uno sguardo non frettoloso. Voglio sperare che ciò avvenga.

L'edizione attuale è stata rivista dall'autore rispetto a quella originale, della fine degli anni '60, scritta per i suoi alunni del liceo. Essa aveva uno stile un po' letterario, e sarebbe risultata poco gradevole al comune lettore di oggi, al quale Internet si rivolge. Sicché il Camaioni ha voluto correggere qua e là il testo, per renderlo più agile. Egli si è presa anche la libertà (e i letterati non si scandalizzino!) di modificare la grafia antiquata di alcune parole manzoniane, nei brani riportati tra virgolette dal testo del romanzo. Queste piccole correzioni grafiche non tolgono nulla alla bellezza della prosa del Manzoni, ma rendono la lettura scorrevole per i navigatori di Internet.

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Copertina Peronaggi dei Promessi Sposi

I Personaggi de 'I Promessi Sposi'

Sui personaggi del romanzo hanno scritto molti critici, anche famosi, ma l'autore ne ha letto solo qualcuno, proprio per non farsene influenzare, volendo fare un'opera originale. Ha letto, riletto il romanzo, e poi ha scritto come gli dettava il suo sentire. Forse quello che lui dice lo ha detto prima di lui qualcun altro, ma può anche darsi che il suo giudizio sia diverso da quello di qualche illustre critico. La verità è che lui ha valutato i personaggi da un suo punto di vista, che non è solo estetico e psicologico, ma anche sociologico e morale. Egli infatti nell'agire degli uomini vuole cogliere soprattutto il senso che essi danno alla vita, e come la spendono nell'esistenza.
Un'appendice esamina le similitudini del romanzo. Esse non sono tutte belle e appropriate. Lo stesso Manzoni dice infatti che egli "aveva un gusto un po' strano in fatto di similitudini". In verità l'ultima del romanzo, che egli considera "tirata un po' con gli argani", non sembra a noi troppo stiracchiata: l'uomo in questo mondo è veramente, spesso, come "un infermo che si trova su un letto scomodo" (cap.38 r.519).

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Copertina Il messaggio di Dante

Il Messaggio di Dante

Dante, uomo del Medioevo, ha una visione unitaria della storia dell'umanità, che per raggiungere i suoi fini, deve essere guidata sia da un monarca universale per la felicità terrena, sia da una suprema guida religiosa (il Papa) per raggiungere la felicità eterna. Queste due guide universali, secondo Dante, erano al suo tempo assenti o corrotte, e Dante nella Divina Commedia vuol dirci proprio questo e come si può porre rimedio a questo deleterio stato di cose.

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Copertina Le meditazioni di Dante

Le Meditazioni di Dante nel Purgatorio

La meditazione è certamente, con la preghiera e i sacramenti, un efficace mezzo di ascesi cristiana, ma oggi è abbandonata per lo yoga, perché questo è di moda.
Dante immagina che nel Purgatorio gli spiriti si purifichino, oltre che con una pena fisica, anche con una continua riflessione sul vizio di cui si sono macchiati e sulla virtù contraria che avrebbero dovuto esercitare per imitare Cristo.
A loro sono proposti, per rendere la meditazione più efficace, esempi di virtù esaltata e di vizio punito; esempi presi dalla Bibbia e dalla storia, ma anche dalle leggende e dalle favole mitologiche: per Dante erano anch'esse degne di riflessione offerndoci episodi coloriti e patetici.
L'analisi di tutte queste azioni virtuose o viziose è molto istruttiva anche per noi, perché può inculcarci ammirazione e imitazione per le virtù, e riprovazione per i vizi, i quali non possono portare che a male e rovina, mentre il bene può derivare solo dalla virtù.
L'opuscolo è corredato con un'appendice con tre capitoletti. Il primo tratta dalla presunta pornografia di Dante, per i 232 sonetti che compongono "Il fiore", e ivi si accenna anche alla sua presunta pedofilia, in base all'aspro rimprovero di Beatrice (Purg. c.XXX vv.58-60) e alle varie "pargolette" nominate nelle Rime. Non è presunto ma reale un certo sadismo che compare nelle "Rime per la donna Pietra". Il secondo capitoletto prende in esame le similitudini della Commedia, che sono centinaia, e anche le perifrasi, che sono molte decine, e spesso molto curiose.
Il terzo capitoletto tratta della metrica dantesa, cioè della terzina di endecasillabi con le sue rime e i suoi ritmi. Gli endecasillabi sono versi ora solenni e sublimi, ora volgari e plebei, perché l'endecasillabo è un metro tutto fare, che si presta a tutti gli usi.
Per dimostrare ciò l'autore ha aggiunto una sua filastrocca in endecasillabi, che spera faccia solo sorridere, perché è solo uno scherzo.

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Copertina Il Rapporto Educarivo nella Divina Commedia

Il Rapporto Educativo nella Divina Commedia

Quando Dante si accorse di avere smarrito la diritta via non era più un ragazzetto da educare, ma un uomo maturo da rieducare. Però anche per essere rieducato, per ritrovare la via della virtù, egli aveva bisogno di un pedagogo saggio ed esperto, e il Cielo lo affidò a Virgilio. Questi fu per lui «duca, signore, maestro»: sono le tre mansioni dell'educatore, il quale per l'educando deve essere guida (dux) per indicargli la via di redenzione, signore per comandargli le azioni e anche i sacrifici necessari per giungere alla meta, maestro per insegnargli e dimostrargli la verità e le ragioni dell'agire morale e civile.
Le agenzie educatrici sono essenzialmente la famiglia, la scuola e la Chiesa, cioè la Religione, che per noi è quella cristiana, ottima per formare uomini veri e cittadini probi. Queste agenzie sono oggi gravemente contrastate dalla diseducazione impartita dai media, cioè dalla stampa, dal cinema, dalla televisione, dai cantanti, dai politici, non dico da tutti, ma dalla «buona parte» di essi. Mi ricordo di quella barzelletta che nel periodo napoleonico faceva ridere nei salotti parigini, una donna diceva: «Gli italiani sono tutti ladri», un'altra replicava: «Tutti no, ma Buonaparte sì». Oggi quale potrebbe essere la barzelletta? Ognuno dica la sua. L'autore di questo opuscolo non dice la barzelletta, ma fa una riflessione sull'educazione dell'uomo, che dovrebbe essere permanente, dalla nascita alla morte.

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Copertina Luigi Mercantini

Una Vita Interessante - Luigi Mercantini il Tirteo Marchigiano

Luigi Mercantini, il noto poeta patriottico del nostro Risorgimento (nato a Ripatransone il 19 settembre 1817) ha interessato Bruno Camaioni, suo conterraneo, perché lo sentiva molto affine a sé per convincimenti e ideali. Perciò, volendo conoscerlo più intimamente, ne rintracciò l'epistolario, e riuscì a trascrivere dagli sbiaditi autografi più di trecento lettere da lui scritte alla famiglia e agli amici, e oltre un centinaio da lui ricevute.
Esse sono un documento importante per il nostro Risorgimento, dai primi moti di Romagna (1831) alla presa di Roma (1870). Esse ci fanno rivivere le tappe dell'epopea nazionale dall'interno, soggettivamente, come le sentì e le visse un nobilissimo animo di patriota, di poeta e di soldato.
Il Mercantini è generalmente noto agli studenti come autore dell'"Inno di Garibaldi" e della "Spigolatrice di Sapri"; ma la sua opera letteraria e poetica è molto vasta, e tutta mirante all'educazione civica e patriottica dei suoi concittadini. Il suo apostolato politico in quei decenni del riscatto nazionale ebbe una grande importanza, e il Mercantini è un benemerito del nostro risorgere a Nazione. La sua vita merita di essere conosciuta anche per la drammaticità degli eventi personali e familiari, oltre che di quelli pubblici, nei quali egli dette continuamente esempio di coraggio civile e totale devozione alla Patria.

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Copertina Poesie

Poesie Varie

Queste poesie sono “varie” non solo per l’ispirazione da cui sono nate, ma anche per i tempi diversi in cui sono state composte, che vanno dalla prima giovinezza all’estrema vecchiaia.
Nel corso della vita cambiano i valori e gli interessi, e l’animo anelo attinge via via la verità sino ad arrivare a comprendere, o meglio a intuire, quella che è la Verità Suprema.
Non tenendo conto degli ultimi due testi dell’opuscolo, che non sono poesie ma le preghiere giornaliere dell’autore, buone anche per eventuali lettori, delle quindici poesie vere e proprie le prime sette appartengono alla prima giovinezza, e contengono romanze, idilli, rimpianti, incanti, insomma esprimono quelle emozioni, quei sentimenti un po’ ingenui che molti provano quando il cuore si apre all’amore, con le sue dolcezze e i suoi tormenti. Le rimanenti otto poesie punteggiano una lunga vita, dal matrimonio (1944) a oggi (2006), e sono di ispirazione tanto diversa, da andare dalle gioie coniugali e familiari al pianto per la morte della piccola figlia, dallo sguardo ironico per la politica all’aspettazione e brama della morte, come inizio della vera vita.
Bruno Camaioni non ha fatto professione di poeta e ha scritto dei versi solo quando il sentire profondo ve lo ha indotto, dettandogli parole se non altro sincere e fraterne.

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