Bruno Camaioni - Opere


In questa raccolta l'autore presenta poesie, romanzi, studi su Manzoni e su Dante, opuscoli di argomento storico, morale e religioso e saggi di attualità.

I saggi letterari sono ricchi di riferimenti alla vita quotidiana evidenziandone il valore educativo. I saggi critici parlano di argomenti che stanno particolarmente a cuore dell'autore: le perplessitą del cittadino sulle ingiustizie e sulle ipocrisie delle leggi e della politica, il problema del male, la corrispondenza dell'Antico Testamento con la Parola di Dio, la mondanizzazione della Chiesa Cattolica.

Perplessità e considerazioni di un uomo... semplice.

Degno di nota il lavoro sul patriota Luigi Mercantini, che raccoglie lettere e riferimenti di interesse storico.

L'intera opera può essere definita anagogica poiché è orientata all'elevazione dell'animo umano verso il bene e, più in generale, all'avvicinamento a Dio.<\p>


Notizie sull'autore

Bruno Camaioni è nato a Grottammare (AP) nel 1917, si è laureato in Lettere all'Università di Roma nel 1940, ha insegnato in varie città italiane, ed era preside di un liceo classico quando è andato in pensione. Ha scritto diverse opere (poesie, romanzi, studi sul Manzoni, opuscoli su argomenti religiosi ecc.) che non ha mai pubblicato, facendole circolare solo tra parenti, amici e conoscenti.
Uno di costoro, ritenendo che esse siano interessanti e anche formative per i valori che inculcano, ha preso l'iniziativa di metterle man mano in rete, affinché chiunque le possa leggere liberamente e senza spese.

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Note sul diritto d'autore

Delle opere pubblicate di Bruno Camaioni ne è consentita la copia e la distribuzione gratuita, su qualsiasi supporto, preservandone l'integrità (inclusa la presente dicitura) e citandone l'autore.


Saggi

Idee non Politicamente Corrette . . Il Problema del Male . . I Doveri del Cristiano . . L'Antico Testamento. Tutta Parola di Dio? . . La Chiesa di Cristo e la Mondanizzazione . . Historia Magistra

Romanzi

Eremita a Orgosolo . . L'Aiuola Contesa

Studi sulla letteratura italiana

Riassunto de 'I Promessi Sposi' . . I Personaggi de 'I Promessi Sposi' . . Il Messaggio di Dante . . Le Meditazioni di Dante nel Purgatorio . . Il Rapporto Educativo nella Divina Commedia

Biografie

Una Vita Interessante - Luigi Mercantini

Poesie

Poesie Varie

 

Anagogica

Idee non politicamente corrette - prima parte

Le idee politicamente scorrette sono come le monete false o fuori corso, che chi 'sa il viver del mondo' si guarda bene dall'accettare negli scambi quotidiani.
Le idee politicamente corrette sono invece monete correnti, che tutti ogni giorno spendono accortamente o, talora, spandono a vanvera.
Esse sono le frasi fatte, le asserzioni assolutizzate, le verità conclamate, gli assiomi scultorei e pubblicizzati, venduti al mercato mediatico dai maestri di pensiero, e ripetuti da quasi tutta la stampa, la radio e la televisione.
Chi non li accetta o li contesta rischia grosso, e se non altro si quadagna il bell'epiteto di retrivo o ignorante o idiota o addirittura giù di testa.
Io non temo di ricevere questi allettanti giudizi, poiché ormai ci sono abituato, e sono perciò preparato ad essi ed anche al peggio.
So bene che chi canta fuori dal coro viene subito emarginato, e spesso anche sbeffeggiato e insultato.
Questa prima parte del mio opuscolo prende in esame alcuni argomenti importanti, sui quali invito a riflettere senza pregiudizi, per vedere non solo il recto, ma anche il verso della medaglia, per ponderarne insomma il pro e il contro, senza seguire supinamente la vulgata.
Se avrò qualche ascolto con questa prima parte dell'opuscolo, pubblicherò anche la seconda, nella quale prendo in esame la legge Basaglia, la scuola, la Magistratura, la politica, l'educazione, la corruzione della lingua italiana, e anche altri argomenti non meno importanti, come il carrierismo, le contraddizioni della nostra cosiddetta civiltà, e infine pure la 'monnezza' nelle strade e nei media.
Se qualche lettore vuole colloquiare con me sui temi trattati, seriamente e non per pura polemica, può contattarmi per posta elettronica.
Se qualcuno volesse scrivermi solo per condannarmi, senza entrare nel merito dei vari argomenti, si può risparmiare la fatica, in quanto il giudizio del mondo non mi interessa, e ormai penso soltanto al giudizio celeste, il solo verace e definitivo.

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Il Problema del Male

Il problema del male ha sempre assillato la mente dei filosofi e la coscienza dei credenti. I filosofi si sono chiesti: che cosa è il male? E poi anche: da che cosa deriva il male? I credenti, (e parlo particolarmente dei cristiani), si chiedono: perché Dio, che non può essere che Buono e Giusto, permette il male?
Alla domanda dei filosofi è facile rispondere: il male è tutto ciò che causa all’uomo (singolo o raggruppato) un dolore fisico o psichico per un danno materiale o morale. Alla domanda seconda, le risposte sono varie. Alcuni hanno ipotizzato l’esistenza di un dio del male, in lotta contro il dio del bene, mentre altri sono addirittura giunti a parlare di “invidia degli dei contro l’eccessiva felicità degli uomini; onde l’invio dei mali sulla terra. Ovviamente i cristiani non possono accettare l’esistenza di un dio del male, e tanto meno pensare a “invidia di Dio”, ben sapendo che Dio è Padre amoroso il quale, come ci ha assicurato Cristo, non vuole che il nostro bene. Eppure il male esiste. Quello che scandalizza (o può scandalizzare) il credente non è certamente il male che procura l’uomo stesso ai propri simili, danneggiandoli in tante maniere e spesso con raffinata malvagità. Questo male è dovuto all’uso maligno delle due facoltà più preziose che Dio abbia dato all’uomo, quelle per cui egli è “simile a Dio”, l’intelligenza e la volontà libera, cioè il cosiddetto libero arbitrio...
Il ben noto sacerdote don Carlo Gnocchi, che era stato cappellano degli Alpini in Russia, e aveva poi dedicato tutta la sua vita ai mutilatini abbandonati, in una specie di testamento spirituale (“Pedagogia del dolore innocente”), pubblicato poco dopo la sua morte (28 febbraio 1956) fa un’affermazione che mi sento di condividere, perché affronta veramente il problema e cerca di darne una soluzione. Egli infatti dice: “Nella misteriosa economia del Cristianesimo il dolore degli innocenti è permesso perché siano manifeste le opere di Dio e quelle degli uomini: l’amoroso e inesausto travaglio della scienza; le opere multiformi dell’umana solidarietà; i prodigi della carità soprannaturale.”
L’intuizione di questo sacerdote generoso e veramente evangelico mi sembra che ci possa dare lo spunto per cercare di chiarire il progetto di Dio nel permettere il dolore anche degli innocenti, per colpa degli uomini o anche per mera colpa della natura.
Partendo da questa intuizione, cercherò nelle pagine seguenti di dare una spiegazione umanamente plausibile del male che è nel mondo, senza però pretendere di attingere la verità “vera”, in quanto il disegno di Dio resta per noi sempre imperscrutabile, perché arcano e misterioso.

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Eremita a Orgosolo

Il racconto, scritto nel 1968, rispecchia la crisi politica, morale e culturale, della società italiana di quegli anni, vista e vissuta dall'autore intensamente, ma anche ingenuamente:
'Infatti io da queste pagine appaio (e realmente sono) un ingenuo (naif - direbbero i francesi), cioè un credente fiducioso, semplice, ben lontano dalla "saputezza" e dalla supponenza dei romanzieri oggi alla moda, per cui ogni critico mi giudicherebbe davvero infantile e indegno anche di menzione.
Ben consapevole di ciò, io non ho pubblicato l'opera, facendola conoscere solo a parenti e amici che, conoscendomi bene, non si sarebbero scandalizzati di questa ingenuità, corretta, almeno spero, dall'autoironia.
Se anche lei passerà sopra a questo difetto, e anche a una certa prolissità, di cui non sono riuscito a correggermi, io la ringrazio sentitamente della sua benevola attenzione, augurandomi che alla fine lei voglia anche accogliere con simpatia il chiaro messaggio cristiano che io indegnamente ho inteso lanciare.'

La storia
Un professore di lettere, nel pieno della sua carriera, non trova efficacia e incisività nel contributo che vorrebbe dare alla sua famiglia. Non è in sintonia con i suoi figli, presi dalla 'modernità' e con sua moglie che lo ritiene un misantropo. Decide di partire, eremita, lasciando tutto alla famiglia e portando con se 500.000 lire ed il suo cuore... da dedicare al prossimo.

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L'Aiuola Contesa

Come è possibile dare un contributo per far nascere l'amore fra le genti? E' possibile, con la sola forza di volontà e con la propria fede, far scoccare la scintilla che salda i cuori?

Ambientato in Val Venosta, il romanzo è stato scritto nel 1969, e risente quindi della situazione politico-sociale di quegli anni, con la difficile convivenza tra Italiani e Sud Tirolesi nella provincia di Bolzano, che l’autore soffre intensamente e vorrebbe superata nella comprensione reciproca.

La storia
Un ingegnere è impegnato nella gestione di un cantiere, in Val Venosta, per la realizzazione di un impianto di canalizzazione delle acque. Le maestranze provenienti dalle diverse regioni d'Italia, si trovano in un paese che appartiene ad una consolidata comunità Sud Tirolese. L'approccio è fra due genti straniere e diffidenti che si ignorano o peggio si disistimano. Il lavoro perseverante e caparbio del protagonista, riesce a far breccia sul muro invisibile che divide questi uomini. Il lavoro richiede un grande sacrificio, tante scelte difficili, le scelte che per l'autore una vita dedicata al bene comporta.

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I Doveri del Cristiano

L'autore aveva scritto questo breve opuscolo quasi come il suo testamento spirituale per i figli e gli altri familiari, però gli ammonimenti che lui dà possono essere utili anche ad altre persone, che vogliano dare un senso alla loro esistenza.

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L'Antico Testamento. Tutta Parola di Dio?

L'Antico Testamento è un libro meraviglioso, di cui il popolo ebraico può andare orgoglioso, perché in esso trova la sua storia e la sua elezione. Il Nuovo Testamento è cristiano, e in esso la dottrina di Cristo è esposta e anche raccontata nelle prime vicende della Chiesa. L'Antico Testamento, cioè l'antica alleanza, collima solo in parte con la dottrina di Cristo, e perciò i quarantasei libri di esso possono essere considerati "parola di Dio" solo nelle asserzioni che non contrastino con il Vangelo, che rappresenta la nuova ed eterna alleanza.

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La Chiesa di Cristo e la Mondanizzazione

Il cardinale belga Dannels in una intervista della fine del 2003 ha deplorato la mondanizzazione della Chiesa negli ultimi tempi. Prendendo lo spunto da quanto detto dall'illustre cardinale, l'autore modestamente cerca di individuare quelle che sono le attuali "piaghe" della Chiesa, viste dai fedeli cattolici, che vorrebbero far ritornare la Santa Madre Chiesa alla purezza evangelica.

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Historia Magistra

La storia è certamente maestra di vita, ma il suo insegnamento raramente è recepito dagli uomini, che spesso ricadono negli stessi errori di loro antenati.
Gli uomini, orgogliosi della loro intelligenza e della loro libertà d'azione, credono talora di essere capaci di gestire la loro vita senza obbedire ad alcuna legge superiore. E' la "prevaricazione", la presunzione di essere liberi da ogni vincolo esteriore, e di poter quindi fare tutto ciò che piace. I prevaricatori, cioè i violentatori della storia,sono stati dalla stessa storia smentiti e sconfitti. La Chiesa indica come prima prevaricazione il cosiddetto "peccato originale", del quale l'autore ipotizza una interpretazione meno misteriosa, più umana e comprensibile. Nella religione troppo spesso si parla di "misteri" anche per problemi che la religione può spiegare, e l'uomo comune capire e accettare.
La religione predicata da Cristo nel processo storico è stata per così dire obliterata dalla tradizione ecclesiastica, con troppi apparati terreni. L'autore denuncia anche il rischio di un'infiltrazione dottrinale (tante teologie), di una nuova idolatria e di un pauroso esaurimento dell'apostolato missionario, sostituito da una vacua presenzialità mediatica. Mistero palliativo!
L'autore spera che si possa finalmente -iniziare nella Chiesa a tutti i livelli un esame di coscienza senza riserve... [che] dovrebbe avere conseguenze assai concrete e recare con sé una "ablatio" che lasci di nuovo trasparire il volto autentico della Chiesa-. Questo auspicava da cardinale Joseph Ratzinger, e questo egli dovrebbe realizzare ora che è lui a guidare la Chiesa Cattolica.

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Riassunto de 'I Promessi Sposi'

Questo libro è nato nella scuola e mira a essere utile soprattutto agli studenti; ciò non esclude che esso possa riuscire vantaggioso a tutti coloro che vogliano approfondire la loro conoscenza del romanzo, il quale è ormai universalmente riconosciuto, oltre che opera sublime di poesia, anche autorevole testo di lingua e libro di riflessione morale e religiosa, e quindi mezzo di arricchimento spirituale e di formazione interiore; la mia opera mira a facilitare a studenti e a non studenti la lettura e il godimento del capolavoro manzoniano, di comprensione non facile per chi non abbia un po’ di cultura.
Una lettura attenta del romanzo vale ad aprire le menti, specie dei giovanetti, ai seri problemi dell’esistenza, e a infondere nel loro animo il concetto che la vita è per tutti un impegno che va preso con fiducia , ma anche con alto senso di responsabilità.
Il Manzoni in quest’opera ci ha dato la risposta cristiana al problema della vita e del dolore umano, il quale viene interpretato religiosamente come mezzo di purificazione e di intima elevazione. E questa concezione cristiana della vita l’Autore non ce la inculca per mezzo di esortazioni oratorie, ma con la forza misteriosa che si sprigiona dall’intreccio, dai personaggi e dagli episodi, pervasi da un potente afflato poetico e religioso.
Siccome il libro vuol riuscire utile innanzi tutto agli studenti, di ogni capitolo si è fatto un sunto breve ma sufficiente per avere un’idea adeguata di tutta la trama; al sunto è intercalato, dove occorre, un sobrio commento critico, di carattere estetico, storico e morale, allo scopo di mettere in risalto le peculiari bellezze del romanzo, e anche (perché no?) notare qualche punto meno felice, poiché non si pretenderà davvero che in tutta l’opera il Manzoni tocchi invariabilmente le vette della poesia o anche solamente dell’arte. Fu detto che anche l’ottimo Omero qualche volta sonnecchia; lo stesso può dirsi del Nostro, e questa ammissione non toglie nulla alla sua grandezza, da tutti oggi riconosciuta.
Naturalmente questi riassunti non mirano affatto a sostituire la lettura del capolavoro, indulgendo alla pigrizia mentale di qualche studente, ma solo a guidare lo studio del romanzo, allo scopo di renderlo, sì, più facile, ma anche più profondo e perciò più proficuo.
A me basta la soddisfazione di aver fatto opera utile e, forse, anche di aver detto qualcosa di nuovo nel vasto e rigoglioso campo dell’esegesi manzoniana. Ma questo vedrà chi vorrà dedicare alla mia fatica uno sguardo non frettoloso. Voglio sperare che ciò avvenga.

L'edizione attuale è stata rivista dall'autore rispetto a quella originale, della fine degli anni '60, scritta per i suoi alunni del liceo. Essa aveva uno stile un po' letterario, e sarebbe risultata poco gradevole al comune lettore di oggi, al quale Internet si rivolge. Sicché il Camaioni ha voluto correggere qua e là il testo, per renderlo più agile. Egli si è presa anche la libertà (e i letterati non si scandalizzino!) di modificare la grafia antiquata di alcune parole manzoniane, nei brani riportati tra virgolette dal testo del romanzo. Queste piccole correzioni grafiche non tolgono nulla alla bellezza della prosa del Manzoni, ma rendono la lettura scorrevole per i navigatori di Internet.

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I Personaggi de 'I Promessi Sposi'

Sui personaggi del romanzo hanno scritto molti critici, anche famosi, ma l'autore ne ha letto solo qualcuno, proprio per non farsene influenzare, volendo fare un'opera originale. Ha letto, riletto il romanzo, e poi ha scritto come gli dettava il suo sentire. Forse quello che lui dice lo ha detto prima di lui qualcun altro, ma può anche darsi che il suo giudizio sia diverso da quello di qualche illustre critico. La verità è che lui ha valutato i personaggi da un suo punto di vista, che non è solo estetico e psicologico, ma anche sociologico e morale. Egli infatti nell'agire degli uomini vuole cogliere soprattutto il senso che essi danno alla vita, e come la spendono nell'esistenza.
Un'appendice esamina le similitudini del romanzo. Esse non sono tutte belle e appropriate. Lo stesso Manzoni dice infatti che egli "aveva un gusto un po' strano in fatto di similitudini". In verità l'ultima del romanzo, che egli considera "tirata un po' con gli argani", non sembra a noi troppo stiracchiata: l'uomo in questo mondo è veramente, spesso, come "un infermo che si trova su un letto scomodo" (cap.38 r.519).

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Il Messaggio di Dante

Dante, uomo del Medioevo, ha una visione unitaria della storia dell'umanità, che per raggiungere i suoi fini, deve essere guidata sia da un monarca universale per la felicità terrena, sia da una suprema guida religiosa (il Papa) per raggiungere la felicità eterna. Queste due guide universali, secondo Dante, erano al suo tempo assenti o corrotte, e Dante nella Divina Commedia vuol dirci proprio questo e come si può porre rimedio a questo deleterio stato di cose.

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Le Meditazioni di Dante nel Purgatorio

La meditazione è certamente, con la preghiera e i sacramenti, un efficace mezzo di ascesi cristiana, ma oggi è abbandonata per lo yoga, perché questo è di moda.
Dante immagina che nel Purgatorio gli spiriti si purifichino, oltre che con una pena fisica, anche con una continua riflessione sul vizio di cui si sono macchiati e sulla virtù contraria che avrebbero dovuto esercitare per imitare Cristo.
A loro sono proposti, per rendere la meditazione più efficace, esempi di virtù esaltata e di vizio punito; esempi presi dalla Bibbia e dalla storia, ma anche dalle leggende e dalle favole mitologiche: per Dante erano anch'esse degne di riflessione offerndoci episodi coloriti e patetici.
L'analisi di tutte queste azioni virtuose o viziose è molto istruttiva anche per noi, perché può inculcarci ammirazione e imitazione per le virtù, e riprovazione per i vizi, i quali non possono portare che a male e rovina, mentre il bene può derivare solo dalla virtù.
L'opuscolo è corredato con un'appendice con tre capitoletti. Il primo tratto dalla presunta pornografia di Dante, per i 232 sonetti che compongono "Il fiore", e ivi si accenna anche alla sua presunta pedofilia, in base all'aspro rimprovero a Beatrice (Purg. c.XXX vv.58-60) e alle varie "pargolette" nominate nelle Rime. Non è presunto ma reale un certo sadismo che compare nelle "Rime per la donna Pietra". Il secondo capitoletto prende in esame le similitudini della Commedia, che sono centinaia, e anche le perifrasi, che sono molte decine, e spesso molto curiose.
Il terzo capitoletto tratta della metrica dantesa, cioè della terzina di endecasillabi con le sue rime e i suoi ritmi. Gli endecasillabi sono versi ora solenni e sublimi, ora volgari e plebei, perché l'endecasillabo è un metro tutto fare, che si presta a tutti gli usi.
Per dimostrare ciò l'autore ha aggiunto una sua filastrocca in endecasillabi, che spera faccia solo sorridere, perché è solo uno scherzo.

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Il Rapporto Educativo nella Divina Commedia

Quando Dante si accorse di avere smarrito la diritta via non era più un ragazzetto da educare, ma un uomo maturo da rieducare. Però anche per essere rieducato, per ritrovare la via della virtù, egli aveva bisogno di un pedagogo saggio ed esperto, e il Cielo lo affidò a Virgilio. Questi fu per lui «duca, signore, maestro»: sono le tre mansioni dell'educatore, il quale per l'educando deve essere guida (dux) per indicargli la via di redenzione, signore per comandargli le azioni e anche i sacrifici necessari per giungere alla meta, maestro per insegnargli e dimostrargli la verità e le ragioni dell'agire morale e civile.
Le agenzie educatrici sono essenzialmente la famiglia, la scuola e la Chiesa, cioè la Religione, che per noi è quella cristiana, ottima per formare uomini veri e cittadini probi. Queste agenzie sono oggi gravemente contrastate dalla diseducazione impartita dai media, cioè dalla stampa, dal cinema, dalla televisione, dai cantanti, dai politici, non dico da tutti, ma dalla «buona parte» di essi. Mi ricordo di quella barzelletta che nel periodo napoleonico faceva ridere nei salotti parigini, una donna diceva: «Gli italiani sono tutti ladri», un'altra replicava: «Tutti no, ma Buonaparte sì». Oggi quale potrebbe essere la barzelletta? Ognuno dica la sua. L'autore di questo opuscolo non dice la barzelletta, ma fa una riflessione sull'educazione dell'uomo, che dovrebbe essere permanente, dalla nascita alla morte.

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Una Vita Interessante - Luigi Mercantini il Tirteo Marchigiano

Luigi Mercantini, il noto poeta patriottico del nostro Risorgimento (nato a Ripatransone il 19 settembre 1872) ha interessato Bruno Camaioni, suo conterraneo, perché lo sentiva molto affine a sé per convincimenti e ideali. Perciò, volendo conoscerlo più intimamente, ne rintracciò l'epistolario, e riuscì a trascrivere dagli sbiaditi autografi più di trecento lettere da lui scritte alla famiglia e agli amici, e oltre un centinaio da lui ricevute.
Esse sono un documento importante per il nostro Risorgimento, dai primi moti di Romagna (1831) alla presa di Roma (1870). Esse ci fanno rivivere le tappe dell'epopea nazionale dall'interno, soggettivamente, come le sentì e le visse un nobilissimo animo di patriota, di poeta e di soldato.
Il Mercantini è generalmente noto agli studenti come autore dell'"Inno di Garibaldi" e della "Spigolatrice di Sapri"; ma la sua opera letteraria e poetica è molto vasta, e tutta mirante all'educazione civica e patriottica dei suoi concittadini. Il suo apostolato politico in quei decenni del riscatto nazionale ebbe una grande importanza, e il Mercantini è un benemerito del nostro risorgere a Nazione. La sua vita merita di essere conosciuta anche per la drammaticità degli eventi personali e familiari, oltre che di quelli pubblici, nei quali egli dette continuamente esempio di coraggio civile e totale devozione alla Patria.

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Poesie Varie

Queste poesie sono “varie” non solo per l’ispirazione da cui sono nate, ma anche per i tempi diversi in cui sono state composte, che vanno dalla prima giovinezza all’estrema vecchiaia.
Nel corso della vita cambiano i valori e gli interessi, e l’animo anelo attinge via via la verità sino ad arrivare a comprendere, o meglio a intuire, quella che è la Verità Suprema.
Non tenendo conto degli ultimi due testi dell’opuscolo, che non sono poesie ma le preghiere giornaliere dell’autore, buone anche per eventuali lettori, delle quindici poesie vere e proprie le prime sette appartengono alla prima giovinezza, e contengono romanze, idilli, rimpianti, incanti, insomma esprimono quelle emozioni, quei sentimenti un po’ ingenui che molti provano quando il cuore si apre all’amore, con le sue dolcezze e i suoi tormenti. Le rimanenti otto poesie punteggiano una lunga vita, dal matrimonio (1944) a oggi (2006), e sono di ispirazione tanto diversa, da andare dalle gioie coniugali e familiari al pianto per la morte della piccola figlia, dallo sguardo ironico per la politica all’aspettazione e brama della morte, come inizio della vera vita.
Bruno Camaioni non ha fatto professione di poeta e ha scritto dei versi solo quando il sentire profondo ve lo ha indotto, dettandogli parole se non altro sincere e fraterne.

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